NELLA VETRINA DEI RICORDI

In una delle mie scatole di latta…

Sento odore di spezie in questo strano pomeriggio, preludio di neve che ha da venire, quando  aleggia il silenzio e il tutto sembra in attesa.
Sento odore di spezie, forte e intenso, folata di ricordi uscire dalla longeva credenza.

S. Antonio e S. Rita  appoggiati all’ unto vetro della scansia.
Si ergono loro,   fedeli guardiani alla trincea. Da un lato il servizio buono addobbato da  bomboniere fru fru, foto ricordo e acqua Mariana  e dall’altro, adunate di bicchieri scompagnati. A loro son toccate le spezie, contenere.

Depositi di pepe nero come polvere da sparo sotto i baffi del gatto. Nei dintorni, anche palline di noce moscata, ideali munizioni  per le nostre fionde.
E poi stecche di cannella per addobbare i pacchi regalo  che facevano più lieto il Natale e chiodi di garofano che galleggiavano in compagnia di qualche scorza di limone lì,  nella tazza fumante di buon rosso, tra le mani nel nonno.
Ancora rosmarino e salvia,  trito d’origano e foglie d’alloro, dietro ad una manciata  di Rosse Rossana, le uniche che non avrei mai mangiato.

In un piattino con i bordi dorati ancora qualche lira tra spilli da balia  e un rocchetto di buon filo con l’ago conficcato a trenta gradi. Il ditale d’ottone si e’ fatto scuro da tempo.

E poi ancora aglio sopra un barattolo dall’aspetto invecchiato. Dentro il Bovis tutto d’un pezzo come il sale che prende l’umido.

Odori di spezie mischiati a quello di legno tarlato e vernice colorata di blu.

Odore di vecchio, di passato e di storia seppur nella semplice battaglia combattuta a fior di aromi con la benedizione dei Santi appoggiati all’unto vetro della credenza.

Appendice sensoriale:
Mi son chiesta in passato come mai tante spezie, considerato che i pasti della nonna si alternavano in smilze fettine di vitello contornate da dischetti di carote e porri e scolorite pastasciutte sommerse da filamenti di grana.
Forse, tempo addietro, questi aromi servivano a mo’ di deo-vapor da vetrina o forse già da allora si sapeva che, in uno strano  pomeriggio preludio di neve che ha da venire,  ne avrei potuto avere ancora così  forte sentore.

Dona

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foto@Dona

in fotovagando

Equilibrio

Non è facile per me avere a che fare con questa immagine, semplicemente riguardarla, lavorarla, scriverne, condividerla e soprattutto ricordare.

foto@Dona

Sono più di cinque anni che è lì parcheggiata nella sua cartella, insieme ad altri scatti, a ricordo di un anniversario.

– Arrivati a questo punto, meglio festeggiarlo ogni anno l’anniversario!- diceva mia  madre
– Può essere che a quelle d’oro non c’arriviamo!-

Sempre la solita pessimista pensavo, ascoltando di malavoglia quell’affermazione.
Ora credo invece, arrivati a questo punto – Bene che l’abbiano fatto!-

La nonna tenta di celare con un debole sorriso la stanchezza che riempie i suoi occhi.
Andrea le si appoggia sulla spalla, anche lui e’ stanco e pure annoiato ma  non si cura di nasconderlo come fanno gli adulti. Gli basta il sostegno morbido che offre la gamba della nonna per sopportare anche quell’ultimo sforzo che è per la foto.
Sara sembra passarsela meglio, del resto, quando e’ vicino al suo nonno,  il sorriso risulta sinceramente autentico come l’amore che prova verso di lui.
Lui, assorto, sembra  vagare con il pensiero. Mio padre era sempre molto più avanti con il pensiero rispetto a tutti e chissà in quel momento dov’era.
E poi c’e’ Anna, sempre un po’ in disparte, schiva, sempre più verso il bordo della cornice anziché al centro.

E se nell’insieme osservo questa immagine mi vien da pensare ad una sola parola: EQUILIBRIO.
Tutti gli elementi strettamente correlati tra di loro, insieme e allo stesso tempo nella loro individualità a creare un momento che mai più potrà essere.
E se e’ vero che  si possono tenere le persone care nel cuore quanto mi piacerebbe poterlo ora fotografare e cogliere almeno uno dei suoi pensieri.
Dona

Appendice sdrammatiforme:

Voci precedenti più vecchie

FOTOVAGANDO

Immagini in libertà fotovagando