PRIMA PAGINA

Mai scritto un diario in vita mia, nemmeno quando intrecci amorosi e inverosimili scoperte avrebbero potuto arricchirlo per pagine e pagine.
Non nego di averci pensato più di una volta e forse qualche scarabocchio devo pure averlo messo, giusto per intaccare la prima pagina di un nuovo quaderno per poi strapparla e farne carta da malacopia.

Ricordo che, ancora alle elementari, volevo scrivere un romanzo sebbene non sapessi nemmeno scrivere la letterina a San Nicolò.
Peggio ancora, ricordo un anno, in seconda elementare,  non riuscivo nemmeno a scrivere il suo nome sulla busta  e fui colta dal panico che non gli potesse arrivare.
“Sannicolò..  San Icolò.. Sa Nicolò..Sanicolò…”  Insomma,  non c’era verso che lo scrivessi in modo corretto. Ho rischiato parecchio quell’anno;  non ricevere il regalo richiesto per non saper scrivere il nome di sto signore!  Non poteva chiamarsi Gigi, Toni o Beppe,  e che diamine!

Forse se avessi tenuto un diario, avrei fatto pratica nello scrivere e non mi sarei trovata allora in quei pasticci.
Forse se avessi scritto un diario avrei imparato prima ad esternare le mie emozioni.

E se il detto vuole che non è mai troppo tardi e l’occasione fa l’uomo ladro allora perche’ non ora?
L’occasione mi vien data dalla necessita’ di tenere un diario alimentare ma anche dalla coincidenza dell’aver appena letto un libro che proprio di diario ha le sue pagine.

Interessante tenere un diario alimentare;  prendi consapevolezza di quante schifezze riesci ad ingurgitare nell’arco di una giornata senza neppure rendertene conto… questo e’ scritto da manuale ma nella realtà e’ ancora peggio!
E poi non si tratta solo di annotare la tavoletta  di cioccolato che mi sto pappando in questo momento  davanti al pc mentre sto scrivendovi questa sorta di presentazione ma,  e soprattutto,  le emozioni legate all’evento di cercare di non sporcare piu’ di tanto la tastiera con quel marroncino che la cioccolata stessa lascia quando la sua cremosita’ e’ al punto giusto in un inizio estate con 35° all’ombra e 90% di umidita’.

Cosi’ ho pensato di fare le cose in grande, di dedicare a questa sorta di desiderio mai realizzato, uno spazio tutto suo, un modo di ripartire,  al di la’ di un monitor nelle vie del web e qui, appresso ad una tastiera con ancora qualche macchia fondente tra la erre e la ti.

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